I numeri di SPINAL

Le persone che lavorano nel Lab Spinal


Sabato 17 novembre 2012 all’Istituto di Medicina Fisica e Riabilitazione “Gervasutta” di Udine, si é svolto un incontro di informazione sullo stato dell’arte in regione per quanto riguarda Ricerca, Sport e Riabilitazione.
Sorprendenti le anticipazioni presentate dal prof.Nistri relativamente allo studio che sta conducendo nei laboratori di base da lui guidati alla SISSA di Trieste, sul comportamento delle cellule staminali, presenti nel midollo spinale, dopo il trauma.

Il dott. Giuliano Taccola ha aggiornato i presenti sui traguardi raggiunti laboratorio di ricerca di base collocato all’interno dell’IMFR Gervasutta.

“Spinal è un progetto unico di collaborazione tra ricerca di base e clinica nell’ambito delle lesioni spinali condiviso sul territorio regionale. Si compone infatti di due laboratori di ricerca di base guidati a Trieste dal Prof Nistri, una palestra di ricerca clinica qui al Gervasutta ed il laboratorio di ricerca di base che trova posto all’interno di questo Istituto e realizzato dalla sinergia tra SISSA di Trieste, Azienda peri i servizi sanitari del Medio Friuli e Associazione regionale dei Tetra-paraplegici.
Il laboratorio Spinal, che ho il piacere di seguire, è specializzato in registrazioni elettrofisiologiche da preparazioni sperimentali.

Volendo riassumere un anno ricco di attività e soddisfazioni come il 2012, possiamo ricorrere ad un elenco di numeri:

7 sono le persone che svolgono Ricerca presso il laboratorio udinese
3 le postazioni di ultima generazione per registrazioni elettrofisiologiche da preparazioni sperimentali in vitro
4 gli articoli pubblicati su riviste internazionali
7 i laboratori con cui stiamo collaborando, di cui 3 all’estero
3 le partecipazioni a congressi nazionali ed internazionali
5 le presentazioni dell’attività del laboratorio presso gli atenei regionali
24 gli studenti Uniud che hanno partecipato alle esercitazioni didattiche
2 gli studenti del liceo che hanno frequentato il laboratorio per uno stage estivo di cinque settimane
4 gli articoli di divulgazione scientifica rivolti al pubblico coinvolto dalla lesione spinale

Per il 2012, come ho detto, sono 7 le persone che lavorano nel laboratorio e, nel fare un breve elenco, colgo l’occasione per ringraziarle per la passione e determinazione che profondono nel quotidiano lavoro di ricerca.
In ordine alfabetico, così come riportato sul pannello all’ingresso del laboratorio:
Rosemary Blanco, tecnico di neurofisiopatologia
Tamara Coslovich, ricercatrice post doc della SISSA
Nejada Dingu e Patrizia Zanon, tesiste del corso di laurea in biotecnologie sanitarie dell’uniud
Martina Delle Vedove, tesista del corso di laurea magistrale in scienze della riabilitazione
Vladimir Rancic, ricercatore con esperienza in elettrofisiologia che ci ha appena raggiunti dal Trinity college di Dublino e sarà con noi nei prossimi anni con un assegno di ricerca SISSA
e Francesco Dose, che si è laureato con me svolgendo la sua tesi sperimentale in biotecnologie sanitarie presso il laboratorio udinese e che al momento sta seguendo le lezioni del corso in dottorato di neurobiologia della SISSA di cui ha superato il selettivo esame di ammissione.


Nel 2012 la già moderna dotazione del laboratorio Spinal si è ulteriormente arricchita con la realizzazione di una nuova postazione sperimentale e con un’apparecchiatura all’avanguardia per svolgere una tecnica innovativa, grazie al sostegno economico della SISSA, dell’Azienda e anche di alcuni finanziamenti che mi sono stati assegnati da fondazioni private

I quattro articoli scientifici pubblicati o in via di pubblicazione su prestigiose riviste scientifiche internazionali, sono il risultato di lavori che hanno visto nel complesso la partecipazione di 10 diversi ricercatori, oltre alla mia, provenienti da 4 laboratori di cui due stranieri (Edmonton, Canada e Bruxelles), a dimostrazione della capacità del nostro gruppo di collaborare e di attrarre l’interesse di importanti centri di ricerca mondiali.

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23103212

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22956799

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22824428

www.springer.com/biomed/neuroscience/book/978-1-62703-196-7
 

I nostri risultati sono stati trasmessi alla comunità scientifica anche attraverso la partecipazione ad eventi congressuali. Tra questi, l’importante congresso americano della Society for Neuroscience che vede coinvolti più di 35 mila partecipanti per 5 giornate. Proprio lo scorso ottobre si è svolto il meeting annuale a New Orleans dove eravamo presenti con alcuni degli ultimi dati del nostro lavoro, che sono stati accolti con interesse e commenti lusinghieri.
 

Giuliano con il poster presentato a New Orleans

Non meno importante è l’azione di disseminazione scientifica, presso gli atenei regionali o le scuole secondarie superiori del territorio, attraverso le giornate che regolarmente dedichiamo agli studenti che hanno la possibilità di conoscere meglio la ricerca sulle lesioni spinali ed affiancarci nell’esecuzione di un nostro esperimento.

Ricordo anche il costante apporto di divulgazione scientifica presso la comunità di persone coinvolte da una lesione spinale, svolto, fin dall’apertura del laboratorio, da Rita Turissini tramite il bimestrale di informazione dell’associazione tetra paraplegici del FVG che ha diretto.

Circuiti neuronali spinali (From Rossignol and Frigon 2011)

Il nostro interesse scientifico è rivolto allo studio dei circuiti neuronali localizzati nel midollo lombare ed in grado di generare autonomamente l’attività ritmica che permette agli arti di muoversi in maniera sequenziata e alternata durante la locomozione. Questi circuiti detti CPG sono il motore pensante, la parte intelligente del midollo spinale e possono essere studiati su preparazioni sperimentali in vitro.

Approccio multifattoriale per la riattivazione del CPG

Il fatto che il midollo spinale sia automatico ed intelligente si scontra con l’impossibilità di riattivarlo dopo che una lesione spinale ne ha interrotto i collegamenti con i centri sopraspinali. In questo caso più che l’intelligenza il midollo rivela la furbizia di un bambino che non vuole fare i compiti e deve quindi essere spronato, sollecitato e, a volte, per così dire, messo alla prova. Le strategie terapeutiche del futuro per il recupero locomotorio dopo lesione sembrano prevedere un trattamento multisistemico che consideri congiuntamente la stimolazione elettrica diretta del midollo, l’applicazione di sostanze farmacologiche e un’intensa riabilitazione che riproduca il movimento del passo”.

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