Il PhD di Francesco Dose alla SISSA di Trieste

Francesco Dose

Il 7 novembre 2016 Franceso Dose ha sostenuto il suo esame di dottorato a conclusione di quattro anni di studio e ricerca.

“Sembravano lunghissimi quando ho incominciato ma poi sono passati veloci come un treno. Inizi e il giorno dopo è tutto finito. E’ stato il dott. Giuliano Taccola con le sue lezioni che mi ha messo la curiosità di fare una strada piuttosto lontana dal mio corso di studi. Mi ha fatto arrivare al laboratorio Spinal, mi ha insegnato le basi della ricerca, mi ha permesso di fare questo percorso.
Sono stati anni interessanti, ho imparato molto grazie anche alle persone che ho conosciuto e che mi sono state vicine. Quanto sia stato un periodo positivo e costruttivo lo si evince anche dal fatto che ho potuto pubblicare diversi articoli (è fondamentale nella ricerca la pubblicazione dei risultati del proprio lavoro) sulla stimolazione elettrica del midollo spinale, il mio lavoro di ricerca, per cercare di capire quali siano i circuiti che reggono la locomozione a livello spinale.
In particolare ho studiato un protocollo di stimolazione elettrica scoperto da Giuliano Taccola e che consiste in un’onda rumorosa campionata dal fictive locomotion, nella ricerca delle caratteristiche che rendono questa onda di stimolazione ottimale nella stimolazione del Central Pattern Generator”.

Che tipo di ricerca è stata: lunga e faticosa o entusiasmante?
E’ stata una ricerca impegnativa e come in tutti i percorsi incontri ostacoli imprevisti che vanno superati e ti danno poi grande soddisfazione.

Il tuo è stato un lavoro totalmente eseguito in vitro?
Si a parte la volta in cui abbiamo campionato onde rumorose da muscoli di persone durante l’esecuzione di diversi compiti motori. E’ stato un approccio sia clinico che di ricerca di base perché abbiamo usato quelle onde per stimolare il midollo in vitro e valutare se anche questo tipo di onde fossero efficaci nella attivazione del CPG, come poi si sono rivelate.

Ad uno studente che fosse dubbioso se intraprendere una strada come quella che tu hai percorso che cosa gli diresti per convincerlo che è una strada positiva? Ecco per esempio tu che cosa hai imparato durante questi quattro anni?
Ho imparato a lavorare autonomamente nell’ambito della ricerca, soprattutto con l’aiuto di Giuliano Taccola, poi ho imparato un metodo di lavoro che credo mi servirà in ogni ambito non solo nella ricerca. E’ stata un’esperienza che insegna a vivere, un’esperienza di vita.
Arrivi dall’università, dove le cose che impari sono molto teoriche, e improvvisamente ti trovi ad affrontare problemi che devi risolvere: è una situazione veramente nuova, ti tocca trovare soluzioni, inventare. Ogni giorno, quando inizi a registrare dal preparato in vitro, si possono creare disturbi diversi nella registrazione e tu devi affrontare la situazione e risolverla.

Vuoi dire che si cresce, che si impara a diventare grandi nel senso di adulti, responsabili del proprio operare?
Sì perché poi devi anche imparare ad avere rapporti con altre persone, e devi sapere come comportarti. Non puoi far finta, hai responsabilità e devi rendere conto del tuo lavoro.

Prima accennavi alla pubblicazione di alcuni articoli sui lavori fatti ce li puoi descrivere?
E’ stato un procedimento abbastanza fluido: gli articoli seguivano al compimento di un certo percorso frutto di esperimenti.
Il primo articolo è stato pubblicato durante il mio tirocinio, prima ancora che io iniziassi il dottorato, l’articolo riguardava, gli esperimenti che ho condotto su Flistim in associazione con NMDA e Serotonina. Flistim è il nome dell’onda di stimolazione scoperta da Giuliano Taccola.
Dose F, Taccola G. (2012) Coapplication of noisy patterned electrical stimuli and NMDA plus serotonin facilitates fictive locomotion in the rat spinal cord. J Neurophysiol 108(11):2977-90.

Il secondo è stato su onde rumorose campionate dall’uomo.
Dose F, Menosso R, Taccola G. (2013) Rat locomotor spinal circuits in vitro are activated by electrical stimulation with noisy waveforms sampled from human gait. Physiol Rep 1(2):e00025.

Il terzo articolo riporta lo studio di una sostanza farmacologia, l’ossitocina, per indagare eventuali influenze sulla stimolazione con l’onda rumorosa.
Dose F, Zanon P, Coslovich T, Taccola G. (2014) Nanomolar oxytocin synergizes with weak electrical afferent stimulation to activate the locomotor CPG of the rat spinal cord in vitro. PLoS One 9(3):e92967.

Al quarto articolo ha partecipato oltre a Giuliano anche il dott. Ronald Deumens dell’Università di Lovanio, e riguardava lo studio della stimolazione di più afferenze dorsali.
Dose F, Deumens R, Forget P, Taccola G. (2016) Staggered multi-site low-frequency electrostimulation effectively induces locomotor patterns in the isolated rat spinal cord. Spinal Cord 54(2):93-101.

Nell’ultimo articolo ho tirato un po’ le somme del lavoro di questi quattro anni raccogliendo i risultati degli esperimenti fatti per approfondire le caratteristice che rendevano l’onda rumorosa efficace nella stimolazione elettrica del midollo spinale in vitro.
Dose F, Taccola G. (2016) Two distinct stimulus frequencies delivered simultaneously at low intensity generate robust locomotor patterns. Neuromodulation 19(6):563-75.

Possiamo allora dire che l’esame di dottorato è stato come ripetere quanto eri già allenato a fare: rendere conto, illustrare il lavoro fatto…
Tutto il percorso di dottorato ti prepara all’esame finale perché a conclusione di ogni anno hai un esame, il progress report, dove devi sostenere la validità di quanto hai fatto e quindi dovresti arrivare all’ultimo esame preparato. Non sei comunque mai preparato perché la tensione gioca un ruolo importante: è una grossa prova. Quest’ultimo è stato un anno impegnativo, di grande studio e di redazione della tesi: se da un punto di vista sperimentale ero abbastanza preparato, ero meno pronto nell’approfondimento teorico della letteratura sul midollo spinale e su studi condotti in altri laboratori. Il midollo spinale non è un distretto isolato e può subire le influenze dei fenomeni che avvengono in altri distretti: devi studiare molto per avere un ampio ventaglio di conoscenze sul Sistema Nervoso Centrale.

Quindi è stata una vera palestra questo ultimo anno: il riassunto del lavoro di quattro anni, la risistemazione dell’impianto teorico, una rivisitazione delle tue competenze della lingua inglese, un esercizio all’esposizione… ma poi quel giorno come è andata?
Il giorno prima è stato di grande tensione mentre il giorno dell’esame, a parte i soliti disguidi tecnici (non trovi la presa del computer, ti inciampi sui tuoi propri piedi) incominci a parlare e il discorso scivola, scivola via. Le domande sono state incentrate sugli argomenti della tesi quindi diciamo che è andata bene.

Che cosa hai presentato?
Ho presentato principalmente due degli articoli pubblicati Le onde rumorose campionate dall’uomo e l’ultimo: Dose F, Taccola G. (2016) Two distinct stimulus frequencies delivered simultaneously at low intensity generate robust locomotor patterns. Neuromodulation 19(6):563-75.
Durante l’esame vengono valutate sia la capacità nell’esporre che la competenza nella risposta alle domande che ti vengono poste.

Chi era presente all’esame?
La prof Laura Ballerini e la prof. Marina Sciancalepore erano presenti fisicamente, mentre via skype c’erano Giuliano Taccola e la ricercatrice dott. Cristina Marchetti, dell’EBRI di Roma. E’ lei che ha letto la tesi e mi ha fatto le domande. L’esame di dottorato prevede che l’esaminatore sia un elemento esterno che legge la tesi ed eventualmente ti chiede di approfondire alcuni aspetti o di variarne di altri e poi ti pone le domande. E’ stata una ora densa.

Dopo l’esame il prof. Andrea Nistri mi ha comunicato della esistenza di una borsa di studio con la quale avrei potuto portare a termine alcuni esperimenti lasciati in sospeso quando ho dovuto dedicarmi alla tesi: sto cercando di concludere lo studio sugli effetti di un neuromodulatore presente nel midollo spinale che sembrerebbe avere un ruolo sulla terminazione dell’episodio del fictive locomotion.

Questi nove mesi ti vedranno impegnato anche su un altro fronte, mi immagino…
Certo, mi dedicherò a cercare possibilità future di lavoro. Lavorare con tecniche nuove potrebbe essere un’esperienza molto interessante, inoltre il confronto aiuta molto a prendersi le misure, ti amplia i confini mentali. Imparare altre tecniche, sentire le opinioni degli altri è fondamentale per chi fa ricerca.

Vorresti continuare nel lavoro di ricerca?

Sì, mi piacerebbe veramente. Se poi le cose si mettono in un altro modo sono disposto comunque a fare qualsiasi lavoro.

Com’è stato il primo mese da PhD?
Non me ne sono reso conto anche perché il mio lavoro è proseguito qui al laboratorio Spinal.

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